● LABORATORIO "Il teatro come tecnologia della sensibilità" ● 24/25 FEBBRAIO 2018

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Il teatro come tecnologia della sensibilità ● Fabrizio Cassanelli e Letizia Pardi

Il teatro come tecnologia della sensibilità ● Fabrizio Cassanelli e Letizia Pardi
  • Data & Orario Incontro
  • Luogo: SALA ROSA CIRCOLO DEI FORESTIERI - Bagni Di Lucca

"Il teatro come tecnologia della sensibilità"

"Pratiche di teatro - educazione"

Se l’occhio non si esercita, non vede.
Se la pelle non tocca, non sa.
Se l’uomo non immagina, si spegne.
(Danilo Dolci)

Il teatro come tecnologia della sensibilità è un laboratorio di formazione operativo centrato sul teatro interpretato come gioco, animazione e creatività, elementi ritenuti sempre più importanti in educazione ma che necessitano di trovare uno spazio più stabile e organico nell’esperienza scolastica. Ogni buon educatore sa quanto sia importante proporre ai ragazzi e alle ragazze un fare teatro il cui fine sia realizzare reali esperienze di conoscenza, fatte di relazione e di riflessione. Insieme a docenti e ad operatori definiremo e sperimenteremo pratiche di teatro educativo nella scuola e nel sociale sperimentando in prima persona l'esperienza della scena e i linguaggi ad essa connessi. Un percorso utile a comprendere il valore dell’esperienza teatrale come momento di conoscenza e esercizio di comunicazione in grado anche di incidere nel personale itinerario professionale.
Al termine del laboratorio è prevista una dimostrazione di lavoro aperta.

fabrizio cassanelli

Condotto da
Fabrizio Cassanelli

Dopo la formazione all'Accademia di Arte Drammatica e nella scuola di Jacques Lecoq a Parigi, sull'onda del teatro di impegno civile che caratterizza negli anni '70 la cultura italiana affianca al lavoro d'attore un intenso lavoro di scambio con maestri, artisti e pedagoghi consolidando la sua ricerca artistica e formativa legata al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Il suo lavoro si è distinto negli anni per aver progettato specifiche metodologie di teatro educativo d’impegno civile. Oltre ad essere regista, attore e drammaturgo è tra gli iniziatori del teatro per l'infanzia Italiano, ha collaborato con il Movimento Cooperazione Educativa, il Dipartimento della Formazione dell’Università di San Marino, la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna, L'università di Bressanone, L'università di Siena, la Società Italiana di Psicoterapia Relazionale e Agita Associazione nazionale per la promozione e la ricerca della cultura teatrale nella scuola e nel sociale. Negli ultimi anni oltre alla produzione di spettacoli per le nuove generazioni si occupa di elaborare e trasmettere nuovi metodi di teatro per un’educazione inclusiva e non violenta a tutti coloro che dal teatro applicato all'educazione possono trarre nuovi stimoli per arricchire il proprio ruolo professionale attraverso l'uso di nuovi linguaggi e progettualità educative fondate sulla Ricerca - Azione nella scuola, nel sociale e nei territori.

letizia pardi

Letizia Pardi
Attrice, regista e formatrice

Attrice sensibile e versatile, a partire dagli anni ’70 si forma attraverso un intenso lavoro di scambio con importanti maestrie e poetiche. Fondamentali sono gli incontri con Marisa Fabbri, Alessandra Galante Garrone, Judith Malina del Living Theatre, Iben Nagel Rasmussen dell'Odin Teatret. Il suo percorso artistico si sviluppa nel tempo privilegiando la ricerca e la condivisione di un teatro d’impegno civile e nel teatro per le nuove generazioni, settore nel quale oltre che come attrice, si distingue in qualità di regista e formatrice intrecciando la propria esperienza con attori, attrici e artisti delle compagnie teatrali nazionali più importanti del settore. E' stata iniziatrice e componente storica del nucleo artistico della Città del Teatro di Cascina, per trent'anni luogo di cittadinanza attiva, d'arte, cultura e formazione aperto ai pubblici di tutte le età. Attualmente oltre a continuare la sua ricerca come attrice, insieme ad alcuni storici compagni di viaggio, è impegnata a sviluppare nuove idee produttive rivolte ad un pubblico giovane per un teatro che si opponga all'analfabetismo emotivo e all'intolleranza e a progettare e a trasmettere nuovi modelli di formazione teatrale volti a sostenere la legalità, la tutela dei diritti, la reciprocità e la condivisione di un teatro inclusivo, strumento di dialogo, di riflessione e di crescita sociale.

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